Grande cantante

A Roma, in questo esatto istante – sono le 17.30 – Tony sarà forse sul palco per il soundcheck.
Devo calmare l’adrenalina, forse ci riesco scrivendo un articoletto sul concerto di ieri a Varallo Sesia, in occasione dell’annuale festa dell’ Alpaa, tanti banchetti allegria e serenità almeno per una sera.
Non mi rendo conto dell’”evento” fino alla partenza da Milano alle 14.00, con Guenda e Giacomo. March ed Elisa partono direttamente da Legnano. Mancano all’appello Paola e Reana.
Alle 16.00 siamo in piazza Vittorio Emanuele II, il palco ci richiama nella giusta direzione, il Sacro Monte ci accoglie dall’alto della sua magnifica posizione.
Lungo la via principale notiamo l’hotel che ospiterà la band, forse solo come appoggio per il viavai soundcheck/concerto.
I tavolini del Bar Centrale sono perfetti, un metro dal retropalco, per un drink nell’attesa che si possa prendere possesso della transenna.
I tecnici del suono sono al lavoro e alla spicciolata arriva la band, rigorosamente in shorts.
Poi arriva Lui, il Maestro, in forma smagliante: polo blu, bermuda chiari e scarpe da vela con stringhe (cronaca mondana).
Cercando sempre di restare defilate, veniamo subito adocchiate da Tony che si avvicina per un saluto molto “sentito”.
Quattro chiacchiere, apprezzando il paesaggio, ci mostra le foto di Zara e Genevieve e di Tom e di Mac.
Ricordo Tom a Roma nel ’90, era un bimbo….
Il piacere del dialogo viene presto interrotto perché il Maestro deve dedicarsi a foto e autografi; lui è eccezionale e ha pazienza e sorrisi per tutti.
A questo punto, buttiamo via le solite nostre remore e ci facciamo anche noi la fotina. E’ uno dei momenti più belli della serata (e l’unica vera gran bella foto con Tony che ho).
Il tempo tiranno e le prove ce lo portano via, le transenne vengono liberate dai vincoli e noi possiamo incollarci ad esse e sentirci nuovamente “a casa”.
In men che non si dica, la prima fila è già tutta occupata e non si libererà più nemmeno alla fine del soundcheck. Ovviamente.
La schiena di Giacomo non gli permette di stare fermo sui due piedi e Lui si aggira per la piazza alla ricerca di foto “interessanti” e di pseudo battibecchi tra l’uomo “invidioso” e la donna affascinata da Tony.
Intrattiene il pubblico, Tony, anche nelle prove. Il one-two one-two accompagnato da gorgheggi e assaggi di canzoni è uno spasso. Lui vorrebbe anche conoscere la traduzione di legs in italiano perchè le sue gambe sono state assalite dalle zanzare.
Le prove terminano rapidamente ed il palco torna anonimo mentre lentamente la piazza si riempie ed un panino finisce nel mio pancino.
Una telefonata alla mamma, un’occhiata generale alla piazza, qualche messaggio a chi non può essere con noi e le 21.30 arrivano in un baleno.
E’ un piacere ascoltare le parole del presentatore che introduce Tony ricordandone la grandezza come artista e, lui lo ha scoperto solo ora, come uomo.
La scaletta prevede i classici Spandau e alcune covers di artisti amati da Tony.
Il pubblico è partecipe nonostante l’accesso gratuito possa portare a presenze curiose e non necessariamente fans di Tony e della sua musica.
E’ impossibile non essere coinvolti e trascinati dal Maestro e dalla sua band: sound energia tecnica e cuore.
Sento la mancanza di John e della chitarra di Richie ma i due ragazzi che ne prendono il posto li sostituiscono egregiamente. Ancora non ho imparato i loro nomi.
Alle tastiere Phil Taylor, al basso Phil Williams, al sax Simon W.
Al di la della pura cronologia della serata, non posso far altro che sottolineare, sebbene superfluo, la solita grande voce di Tony e la professionalità di tutti i musicisti, strettamente legate alla simpatia e alla semplicità, qualità sempre più apprezzate ultimamente.
L’unico neo della serata è la quasi nulla illuminazione del palco che lascia Tony spesso in completa ombra. Ma per Tony non ci sono limiti, ha corso per ogni angolo del palco, perfino sulle impalcature, pur di farsi vedere e di scaldare un pubblico molto ricettivo.
Ancora suona nella mia mente quel “GRANDE CANTANTE” più volte ripetuto da Tony alla piazza per la partecipazione attiva ai cori.
Il concerto sembra appena iniziato che già finisce, il godimento fa ovviamente volare il tempo.
Tony si trasferisce nel vicino edificio per un bicchiere di vino e tanti autografi e selfies con “migliaia” di persone. Lo lasciamo alla sua immensa pazienza e lo salutiamo velocemente mentre sale sull’auto che lo porterà in chissà quale hotel.
La piazza si sta sciogliendo, ognuno diretto verso una birra o verso una bancarella. Noi torniamo verso l’auto passando dall’hotel di appoggio dove ci intratteniamo con un Phil Taylor entusiasta dell’ambiente e della serata. La semplicità funziona sempre.
La lunga Valsesia ci riporta all’autostrada per il rientro a Milano.
E’ stato bellissimo.
Il palco con gli Spandau al completo è incomparabile ma il piacere di un Tony a portata di mano è speciale.
Agnese

Milano, 18 luglio 2014