The bar is open!

Non ho molta ispirazione “scribacchina” ma nella amata Canazei della splendida Val di Fassa oggi è il primo giorno di brutto tempo, il sole ha faticato a liberarsi delle nuvole ed ora è definitivamente scomparso lasciando spazio alla pioggia intermittente.
Non ho quindi scuse di alcun genere e butto giù giusto due righe di recensione sul concerto di Verona.
E’ sottinteso, il concerto degli Spandau Ballet – 6 luglio 2015.
Le tre sacerdotesse arrivano a Verona ognuna per i fatti propri, Guenda arriva dalla verde brianza con Fedora e Norma mentre Marcella arriva con Elisa.
Giacomo ed io ci allontaniamo momentaneamente dal Trentino per riprovare l’ebbrezza del caldo torrido di pianura.
Purtroppo mancano Paola (l’impegno di sabato ha naturalmente la precedenza) e Reana.
Raffy è in tribuna e Loredana in poltrona. Incontro anche Gema e Stefania, sempre bello vedervi ragazze!
Il tempo del checkin in hotel e, senza darci appuntamento, ci si trova tutte attorno all’ Arena.
Il richiamo è forte. Lo stazionare all’ombra non è sinonimo di frescura ma ci si adatta, si ritrovano le fans di sempre e le fans estemporanee. Giacomo, tra una granita al limone ed un calippo, si legge mezzo libro nel giardinetto.
Che bello! Siamo ancora tutte qui, per un’altra notte magica.
Si gira attorno all’ Arena, si cercano info sul loro hotel (senza risultato), si controllano eventuali tweet interessanti.
I van neri arrivano e, come sempre succede ultimamente, scaricano i guys praticamente all’interno dell’Arena, noi praticamente li intravediamo.
Non ci resta che cercare un posto dove riempire il pancino: cosa c’è di meglio di una cena in piazza Bra con sottofondo di soundcheck ?
E’ l’ora, ci si avvia all’interno dell’Arena, dove purtroppo le sacerdotesse si dividono e anche Elisa e Norma.
Però siamo in prima fila.
Rimango molto delusa dalla scenografia, mi piace solo l’idea che sono all’interno di un monumento che ha duemila anni (più o meno) ma la fossa per l’orchestra che divide il palco dalle poltrone è quanto di più triste e brutto esteticamente si possa pensare.
Non si poteva coprire la fossa e metterci delle poltrone ?
Il palco poi non prevede il telo per le proiezioni solite e nemmeno la scritta Blitz. E poi, mi aspettavo molto più pubblico.
Si, sono molto delusa dal preconcerto, ma ovviamente bastano le prime note dei soul boys per riprendere energia.
Assurdo che si debba stare seduti ad un concerto degli Spandau, solo in Lifeline ed in Gold ci si alza.
Anche gli Spandau soffrono il distacco, lo dicono. Steve, temerario e atletico come sempre, salta nella fossa per avvicinarsi al pubblico. Grande!
La scaletta è la solita, ad esclusione di Fight for ourselves, che viene omessa.
Ogni volta che salgono sul palco, gli Spandau suonano sempre meglio, la voce di Tony è forte e chiara. Loro si divertono.
Martin è in completo nero elegante, Gary molto stilish si può permettere anche la canottiera, Steve è il solito dandy e John il re del rock.
Il premio della stoicità va a Tony che, nella calda e afosa Verona, si fa tutto lo show con giacca e foulard. C’mon Tone, una bella camicia e basta. E come non bastasse, brinda come sempre con birra e jack daniel’s.
Il 6 luglio è anche il compleanno di John al quale tutti insieme cantiamo gli auguri mentre sul palco compare una torta con lo stemma dell’ Arsenal.
Il popolo dell’Arena canta sempre, cerca di alzarsi ma la security non lo permette.
Vogliamo una transenna dove appoggiarci!
Impietoso è il trascorrere del tempo; arriva Gold, siamo tutti consci che siamo all’ultima canzone. Possiamo alzarci, meno male!
Le sacerdotesse hanno già adocchiato, ad inizio show, che nascosto tra la batteria di John c’è il tricolore, il nostro tricolore di marzo, i nostri nomi on stage, vicino a loro.
Così è, finisce Gold e John si mette il mantello tricolore, si prende tutta l’Italia.
I cinque salutano, al centro a destra a sinistra, ringraziano e si prendono la meritatissima ovazione.
Tony che, come sempre, ha tutto sotto controllo mi rende ancora una volta felice. Il suo ringraziamento è pura adrenalina. Peccato che dovremo recuperare in altro modo i dorini ….
Ci lasciano con le ultime parole di Tony, così capisco : “the bar is open” !
Il vomitorium romano espelle visi felici e adrenalinici, tanti già in pole per un eventuale saluto loro, vicino ai van pronti per partire. L’attesa non è lunga. Come al solito li si intravede.
E’ difficile separarsi dalle sacerdotesse che ritornano in Lombardia.
Noi restiamo a Verona, il ritorno sui monti domani mi sarà d’aiuto per calmare l’adrenalina che è in me.
E’ finita la mia estate Spandau, purtroppo non sarò in alcuna altra località Spandau. Coltivo ancora un po’ il dubbio per un raid a Lignano.
Nel frattempo provo un giro in aereoporto al mattino, magari ho fortuna.
Ps del giorno dopo: no fortuna in aereoporto, qualcun’altra ce l’ha fatta, vedo dal web.

Agnese

Canazei, 8 luglio 2015