Southampton, 6 maggio 2005 – The Mayflower Theatre

Nonostante i buoni propositi di sempre, mi trovo con cinque mesi di ritardo a tradurre emozioni e ricordi su un foglio di carta…
Con Giacomo decidiamo che è giunta finalmente l’ora di trascorrere insieme una settimana in terra d’Albione, a Londra per la precisione.
L’occasione è ghiotta perché Tony sta suonando nei teatri e nei clubs inglesi in compagnia di Martin Fry e noi ne approfitteremo per seguirlo in una tappa.
……..perché solo una ?……..
Così ci ritroviamo a noleggiare un’auto in Euston e in breve raggiungiamo Southampton dove con facilità troviamo il Mayflower Theatre ed il parcheggio. Ritiriamo i biglietti prenotati a Londra e pensiamo subito a riempire il pancino visto che alle 19.30 apre il Teatro. Caso vuole che al ristorante italiano a pochi metri di distanza, siedono già i due Phil con quelli che forse sono i genitori, e caso vuole che io me ne accorga solo quando stanno uscendo…
Non importa, arriva l’ora, le gabbie si aprono ma non esce nessuno, entrano tutti….Non prima di aver fatto tappa al botteghino dove acquistare dvd, programma della serata e merchandise vario.
La posizione in platea che abbiamo trovato non è brutta ma molto lontana dal palco, come farò?
Lo show inizia, Lui è sempre più grande ed il teatro è pieno. Il compagno di show, Martin Fry, ha pure il suo seguito di affezionati e per me è un po’ un mistero perché non ho mai seguito gli Abc; mi sembra solo un po’ “datato”, anche se non è poi male come interprete.
La scaletta è lunga e nuova, per me. Tante covers che mi fanno sempre più apprezzare le sue interpretazioni e tanti duetti interessanti con Martin. Addirittura rispolvera un pezzo Spandau d’epoca : Instinction. Grande, come sempre.
Per fortuna, come di rito, a metà concerto ci si alza e ci si avvicina al palco dove finalmente si può godere anche con gli occhi e non solo con le orecchie. Non si può stare seduti ad un concerto di Tony…
Grande performance sua e di tutta la band, compresi i tre ragazzi/fiati che sanno amalgamare molto bene le note dei loro strumenti con quelle degli altri musicisti.
Anche in quest’occasione niente foto e audio: cosa mi sta succedendo? Lascio a casa il mio registratore?
Come sempre, il concerto termina troppo presto e l’unico motivo per cui essere contenti é l’incontro con the Man fuori dal backstage. Con sciarpa e cappellino, sempre disponibile e stupendo, ha un attimo di esitazione nel ricordarsi il mio nome quando mi autografa la sua biografia. Cerca di attaccare discorso ma, appunto, posso fare ben poca conversazione considerata la mia pecca di comprensione del suo inglese. Peccato, secondo me Lui gode nel mostrare ai suoi connazionali che ha un gran rapporto con noi italiani.
Lo saluto con i soliti baci di rito (una stretta di mano per Giacomo, ormai anche lui ben conosciuto) ed un arrivederci in Italia, sotto gli occhi degli indigeni…
Il ritorno a Londra non può che concludersi in un modo: resa l’auto in Euston, in piena notte londinese, incrociamo ad un attraversamento pedonale uno dei coachs del tour, sicuramente ospita qualcuno, forse i ragazzi della band. Si dirige verso King’s Cross, noi percorriamo pochi metri e arriviamo all’ hotel in Bloomsbury…

Agnese Guidi