Casoni di Luzzara, 19/7/05

A differenza degli anni precedenti, il rientro dalle ferie non è stato sofferto ma, al contrario, quasi desiderato.
Dopo aver goduto delle bellezze naturali e della cordialità delle popolazioni irlandesi e ladine, Giacomo ed io rientriamo a Milano giusto in tempo per “partecipare” alla Festa della Birra di Casoni.
Non posso quasi crederci, Tony Hadley live in Italia dopo parecchio tempo, troppo tempo.
L’organizzazione di Radio Pico è buona (se non fosse per i troppi pass che permettono a troppa gente poco interessata all’artista di sistemarsi davanti a noi che ci siamo guadagnati la pole) e dobbiamo ringraziarla per l’evento che ci offre.
Oltre a Giacomo ed Angelo, la spedizione è formata da Guendalina, da Marcella e dalla sottoscritta. I due “maschietti” prendono il posto, nella formazione originale delle “sacerdotesse” (Giacomo copyright), di Paola e Reana.
L’adrenalina, che già si sta sviluppando dalla mattina e addirittura dai giorni precedenti, aumenta gradualmente dalle 17.00, all’ uscita dall’ufficio quando ci troviamo, pronti alla partenza, pronti per vivere un’altra emozione indimenticabile.
Appena arriviamo nello spazio all’aperto della festa, notiamo un piccolo palco che pensiamo sia quello che a breve ospiterà the Man, ma bastano pochi secondi per “sintonizzare” le orecchie sulle giuste frequenze e seguire le note che ci portano al palco principale dove la band e the Man himself stanno provando.
… l’adrenalina sale …
… il suo saluto in diretta è sempre gratificante …
L’attesa vola via tra chiacchiere e ricordi, appoggiate alle transenne, come sempre, in prima fila. E quando lo show comincia, è come se non fossero passati mesi dal concerto precedente, ma è una naturale continuazione dello spettacolo, dove i pensieri, i problemi, i malesseri personali e del mondo si dissolvono per lasciare spazio alla gioia e alle emozioni per chi ascolta e per chi guarda.
Sembra di non aver mai interrotto il “Through the barricades” tour 1986 perché si spengono le luci e parte “Romeo and Juliet” di Prokofiev, da pelle d’oca come sempre…
La scaletta alterna covers reintrerpretate divinamente dall’Uomo a classici degli Spandau Ballet:
Only when you leave – Drive my car – Lifeline – I’ll fly for you – Walking in Memphis – Round and round – Through the barricades – Instinction – Highly strung – Free falling – Suspicious mind – Let’s stick together – Suffragette city – True – Gold – Hey jealousy
Troviamo anche una Instinction d’altri tempi ma sempre molto piacevole dal vivo; anche Giacomo è soddisfatto con “Suffraggette city” già ascoltata in diretta a Southampton.
Il pubblico gradisce molto la voce e l’energia di Tony on stage, apprezza i ricordi Spandau (con la ovvia richiesta a gran voce di Gold) ma pure il Tony grande interprete di successi altrui.
Non mi aspettavo un così grande afflusso di pubblico, abbastanza competente ed interessato che, ripeto, secondo me è rimasto piacevolmente stupito dalla versatilità e dal carisma di Tony.
L’Uomo offre anche una “I’ll fly for you” che il popolo italiano ama molto, dice lui.
La band è la solita di sempre, adorabili ragazzi e tosti musicisti.
Phil Taylor on keyboards – Phil Williams on bass guitar – Richard Barret on guitar – Andrea Grant on backing vocals – Simon Willescroft, Graeme Flowers, Dave Williamson ai fiati e last but not least the King, John Keeble.
La mia sensazione è che Tony e la band stiano apprezzando questa pur breve calata sul suolo italico. Perché le genti italiche ( sul prato di Casoni non ci sono solo “indigeni” ma sono rappresentate altre zone d’Italia quali Milano e Toscana, per esempio) dimostrano che gli Spandau Ballet e Tony Hadley sono ancora presenti nei loro cuori e nelle loro orecchie.
A questo proposito, vorrei porre un quesito al quale non so dare risposta. Perché Tony non promuove adeguatamente i propri prodotti? O meglio, perché il suo management non pensa ad una campagna pubblicitaria che permetta a tutti (non solo a chi cerca di essere sempre aggiornato navigando sul web) di conoscere le uscite video-discografiche del nostro eroe?
Ritorniamo alla serata di piena estate in quel di Casoni, dove il concerto finisce troppo rapidamente lasciando in me un retrogusto di gioia e malinconia. C’è però ancora spazio per attimi di divertimento e godimento quando, nonostante le ridicole imposizioni di una ridicola security , riusciamo a raggiungere il backstage dove gli artisti tornano uomini e ci offrono gli ultimi momenti di gloria. Tony, sempre disponibile ed adorabile, ci raggiunge dopo una telefonata con il mobile phone e chiacchiera un po’ con noi (io, come sempre, fatico a comprenderlo; colpa del suo inglese o delle mie emozioni?). Cosi fa John, in giornata di grazia e quindi disponibilissimo ed “appiccicoso” e così fanno gli altri, Phil & Phil e Richie compresi.
Le emozioni sono tante, la voglia che la serata prosegua per infinito tempo pure, ma il coach è pronto e gli artisti tornano verso casa. Lo stesso facciamo noi, con i nostri grandi uomini che ci aspettano pazientemente, consci (?) della nostra pazzia ma angeli custodi che ci riconducono ad una realtà fantastica che non necessita solo di palchi e microfoni.
Unico rimpianto: no foto, no audio….

Agnese Guidi